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Verso le elezioni 2008In vista dell'esercizio di un diritto-dovere civico quale è quello di votare, informiamoci, documentiamoci! |
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April 12 Il Times contro il Cav, "Disastroso errore l'attacco a Totti"Il caso Totti arriva fino a Londra. Alla vigilia del voto, quando i politici sono costretti al silenzio elettorale, dal Regno Unito arriva una pesante critica al Cavaliere che scuote la calma prima della tempesta. Sulle pagine del Times si legge: "Con la vittoria alla sua portata alle elezioni di domani, Berlusconi ha commesso un errore potenzialmente disastroso attaccando Francesco Totti durante il comizio al Colosseo".
Secondo il prestigioso quotidiano inglese il leader del Pdl era partito bene fino a quando non ha detto che il Partito democratico di Walter Veltroni "non è altro che il vecchio partito comunista". Poi l'annuncio fuori tema dell'arrivo di Ronaldinho al Milan, accolto da fischi, per non parlare dell'accusa a Totti, definito fuori di testa perchè appoggiava la candidatura di Rutelli al Campidoglio. "A Milano - scrive The Times - Veltroni ha radunato una folla di 100mila persone e ha ottenuto l'appoggio di George Clooney. Gli italiani conoscono le stravaganze di Berlusconi e molti sono attratti dal sogno di ricchezza che continua a promettere, anche se non l'ha mai realizzato. Gli elettori potrebbero anche concludere che il nuovo partito di Veltroni con socialdemocratici e cattolici di sinistra sia guastato dalla sua associazione con il fallito governo di Prodi". In Italia le parole che l'ex primo ministro ha proferito al Colosseo avevano da subito provocato una eco di reazioni. Le radio della capitale si sono scatenate con il Cavaliere che, rendendosi conto della gaffe, ha tentato di placare le acque: "Francesco è stato strumentalizzato, io gli voglio bene e poi sua moglie Ilary lavora a Mediaset". Anche Luciano Spalletti ha voluto dire la sua in merito al capitano romanista: "Un calciatore del livello di Totti, che ha fatto tanto nel sociale, va rispettato al di là dell'opinione politica". Sulle imminenti elezioni, il mister giallorosso concede solamente poche parole: "Io so cosa fare. Non sbaglio". Anche NYT, Le Monde ed El Mundo all'attacco Berlusconi non promette più miracoli per un'Italia sempre più bloccata, scrive oggi il New York Times. Rimangono le "pagliacciate", come quando ha finto di morire dopo aver mangiato una mozzarella, "ma oltre ai denti superbianchi, molti dei tratti distintivi di Silvio Berlusconi sono spariti. Non vi sono più le grandi promesse, l'Italia è così malata che nemmeno il potente Berlusconi è sicuro di poterla curare". Walter Veltroni, "Homo Democraticus". Così si intitola il ritratto che il quotidiano francese Le Monde dedica sul suo sito al candidato del Pd. "Il nuovo eroe che suscita l'infatuazione popolare è un animale politico appartenente ad un genere molto nuovo per l'Italia: un 'Homo Democraticus che definisce il suo partito come un partito non di sinistra ma riformista, di centrosinistra, più vicino al modello americano o alla terza via di Blair che al socialismo europeo: un partito democratico americano all'italiana". Il ritratto dedicato da El Mundo al leader del Pd si intitola "Il sognatore pragmatico". "Per i suoi sostenitori è un uomo flessibile ed elastico. I suoi detrattori, tuttavia, lo accusano di essere ambiguo e prudente. Ma a 52 anni non ci sono dubbi del fatto che Walter Veltroni è uno dei pochi politici ancora in grado di illudere in qualche modo il disgustato elettorato italiano di centrosinistra". Il quotidiano ricorda anche che Veltroni non è mai stato candidato a guidare il governo. A Silvio Berlusconi il sito di El Mundo dedica un breve ritratto. "Più vite di un gatto" è il titolo dell'articolo dedicato al leader del Pdl. "Qualunque altro Paese sviluppato sarebbe sotto shock davanti alla prospettiva di veder salire al potere per la terza volta non consecutiva in due decenni lo stesso uomo, ma l'Italia, un Paese che vive al ritmo di quasi un governo l'anno dalla fine della seconda guerra mondiale non sorprende più di nulla". April 10 PD: “Dialogo e sintesi per un'Italia più moderna, civile e solidale”L'Ufficio Stampa del Partito Democratico trasmette un documento sottoscritto da candidati e candidate del PD espressione di culture politiche e percorsi diversi: Emanuela Baio Dossi, Andrea Benedino, Rosy Bindi, Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Mauro Ceruti, Anna Paola Concia, Gianni Cuperlo, Mauro Del Vecchio, Giuseppe Fioroni, Francesco Saverio Garofani, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Giulio Santagata, Ivan Scalfarotto, Livia Turco. PD: “ Dialogo e sintesi per un'Italia più moderna, civile e solidale”. “Noi democratici abbiamo intrapreso con convinzione un cammino di sintesi alta tra culture diverse. Ciascuno di noi è nel Partito Democratico con il proprio bagaglio di valori, che con il dialogo e l’ascolto reciproco riusciamo ad integrare. C’è molta più sapienza nell’incontrarsi che nello scontrarsi. Noi abbiamo scelto di costruire una strada diversa per affrontare i problemi del Paese: non più da barricate contrapposte, che come dimostra la storia recente di questo paese non producono alcun vantaggio nella vita reale, ma consapevoli che solo la disponibilità al dialogo con chi è portatore di valori diversi possa portare risultati. Nessuno di noi abbandona la sua storia e le sue idee: il Partito Democratico ha un progetto più ampio di società. Una società inclusiva che permetta a tutti di realizzare i propri progetti di vita sentendosi cittadini nel rispetto reciproco. Il nostro programma sui diritti civili e sulle questioni che riguardano la vita delle persone parla chiaro e tutti siamo impegnati ad attuarlo. Il PD non strumentalizza questi temi,che diventeranno atti concreti anche attraverso una coerente iniziativa ed un confronto parlamentare più ampio ed elevato possibile: è questa la sfida che attende tutti i democratici italiani. Noi questa sfida la vogliamo vincere. Perché un’Italia migliore si può fare.” April 09 Governare una società“Questo non è il tempo delle promesse ma degli impegni da mantenere.” Così Veltroni ha iniziato il suo intervento incontrando il Forum del Terzo Settore a Bari. “C’è un’idea di come deve essere la società che è il filo rosso delle mie idee politiche: la sfida di armonizzare ciò che destra e sinistra tradizionalmente tendono a divaricare: produzione di ricchezza e qualità sociale. La mia storia ha sempre puntato ad unirle: se non c’è ricchezza c’è maggior povertà, chi paga immediatamente il prezzo più alto e aspro sono le persone più deboli, come nella crisi del ’29. Non si può governare una società senza tener conto delle sacche di sofferenza. Si può guardare una meravigliosa cima innevata senza guardare le vallate nei cui villaggi i diritti fondamentali sono sempre violati?” Veltroni durante l'incontro ha lanciato una serie di misure da adottare quanto prima: un limite temporale massimo entro il quale valutare l’idoneità di una famiglia ad adottare un bambino, l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione e lavoro, l’educazione permanente, un piano di edilizia scolastica che punti sugli spazi dove fare sport così da far rimanere le scuole aperte anche il pomeriggio, l’accreditamento degli operatori sanitare, la revisione della legge 226 assieme ai soggetti del terzo settore, l’istituzionalizzazione del 5 per 1.000, la riformulazione della legge sulla cooperazione internazionale destinando le risorse solo a progetti verificabili e realizzabili. Guardiamo il tema della condizione dei bambini: dobbiamo stroncare le forme intollerabili di violenza nei loro confronti, ma chi ne parla? Pensiamo agli spazi loro sottratti: spazi urbani come spazi di tempo. Non c’è più il meraviglioso tempo della noia, del gioco. C’era l’atmosfera in cui si diceva mi annoio e si accendeva la nostra fantasia…”. Proteggiamo i bambini deboli. I disabili, gli autistici, altrimenti le famiglie reagiscono chiudendosi in sé stesse. Mi hanno regalato un libro in cui c’era un meraviglioso dialogo tra una mamma e un bimbo autistico. Lui non parlava, ma poi ha iniziato a scrivere. Non parlava ma scriveva con rabbia intensità, come urlasse, così ha risolto con la terapia. Questi bambini non devono ami essere isolati. Adottare un bambino non è un procedura che si risolve in due giorni, ma per verificare la condizione di una famiglia non pososno passare i tre anni che ho visto a Caserta, invece oggi per adottare un bambino servono tre anni. Ci possono essere tre mesi. L’importante è saldare il doppio bisogno di amore delle famiglie e dei bambini che vivono negli istituti. Veltroni ha ribadito le condizioni di un’Italia diversa: la società che vogliamo fare non è un astratto modello alternativo. Basta alla crescita concentrata in poche mani e alla povertà attorno. Ricordate cosa diceva Bob Kennedy? “Non possiamo misurare i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo. Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”. Ha concluso Veltroni: "Sono le parole di un vero riformista, di un vero democratico. Nessuno resti solo". April 08 Calipari: Cancellare la mafia. Si può fareLa lotta alle mafie, al malaffare, alla corruzione della politica e delle amministrazioni è un impegno che differenzia noi dagli altri. Per questo noi alziamo la voce e dobbiamo dire che è finita la stagione dei silenzi, delle mezze parole, delle promesse non mantenute. Lo ha detto chiaramente il nostro segretario Walter Veltroni quando ha invitato, con forza, la mafia a non votare per il Partito democratico. Quello si che sarebbe, per la mafia, un voto inutile, perché il nostro progetto ne prevede la distruzione, senza se e senza ma. Non ci possono essere compromessi nella lotta alla mafia. «La politica deve ergere un muro con la creazione di misure che permettano una lotta senza quartiere perché troppo sangue continua a scorrere. Non ci può essere il paese che vogliamo senza una lotta a tutto campo»: così Veltroni a Reggio Calabria, a Vibo, a Catanzaro e poi ancora, con forza a Caserta presentando l’ultimo disegno di legge contro le criminalità organizzate. È un nostro impegno ma prima ancora è una necessità e un presupposto a politiche per il Mezzogiorno capaci di portare cambiamento e realizzare innovazione. Le cose stanno cambiando, lo abbiamo visto con la scelta, coraggiosa, di Confindustria Sicilia guidata dal Presidente Ivan Lo Bello: via gli imprenditori che scelgono di “collaborare” con la mafia, basta mezze misure. Certo è difficile, sarà una battaglia lunga e dolorosa ma è proprio nella nostra terra che dobbiamo dire, con serenità e forza: si può fare. E noi lo stiamo già facendo. Insieme. Proprio in nome di questo impegno per noi del Partito Democratico governare non sarà un sacrificio ma un atto d’amore verso il nostro Paese. Cosa propone allora il Partito Democratico? Misure in grado di dare una marcia in più, oltre all’indagine e alla repressione, alla lotta dello Stato contro la criminalità organizzata. Liste trasparenti, prima di tutto, via i candidati in odore di mafia dalle istituzioni e rifiuto assoluto del voto mafioso. A questo è seguito un preoccupante silenzio dei partiti della destra. Bisogna sottrarre ossigeno alla criminalità organizzata che soffoca la vita economica e sociale delle nostre regioni. Per fare questo bisogna rendere la legalità conveniente e competitiva, sostenendo e tutelando gli imprenditori che denunciano il pizzo e le aziende che si sviluppano nella legalità anche attraverso la previsione di contributi ad hoc ed accelerare la confisca dei beni mafiosi. Sono queste le finalità del nostro progetto di legge che sarà presentato nella prima riunione del primo Consiglio dei Ministri, se a governare sarà il Partito Democratico, forza di maggioranza del futuro Governo. In continuità con il lavoro svolto anche nel Comitato Riciclaggio e Beni confiscati che ho coordinato in Commissione Antimafia e recepito nella Relazione Lumia, il disegno di legge tocca alcuni nodi sui quali il vuoto normativo ha reso più difficile l’azione di contrasto specialmente sul tema del sequestro dei patrimoni mafiosi. Tema strategico e cruciale, in quanto potrà rendere l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine molto più efficace a tutela del mondo imprenditoriale e dei cittadini delle regioni meridionali. Altre misure sono state previste per rendere più attuale e rapida la risposta alla domanda di giustizia dei cittadini: rafforzamento degli uffici giudiziari collocati in zone del nostre territorio maggiormente esposte alla criminalità organizzata; divieto di erogazione di contributi finanziari da parte dello Stato per lo svolgimento di attività imprenditoriali per i soggetti che abbiano riportato condanne, o sentenze di patteggiamento, per reati di particolare gravità ed infine assunzione nella Pubblica Amministrazione dei testimoni di giustizia. Con questa ultima importante misura si è inteso riconoscere il coraggio civile di testimoniare e sostenere il sacrificio e il lavoro dei testimoni e delle loro famiglie, grande risorsa per quel necessario e continuo impegno dello Stato per la legalità e la giustizia. Solo in questo modo possiamo vincere la battaglia contro le mafie, per il Paese che vogliamo. Rosa Villecco Calipari - Responsabile Mezzogiorno Partito Democratico E il papà di Montalbano ci ripensa: "No astensione, voto democratico"Lo scrittore Andrea Camilleri.
ROMA - Montalbano per la prima volta ha paura. Paura della prospettiva "oscena" di un nuovo avvento berlusconiano. Di dodici anni ("Come minimo") di un Cavaliere che è "un vero extraterrestre della democrazia" e di un'Italia che, "come la cicala, si ritroverà con le pezze al culo". Fino alla prospettiva più fosca, un po' apocalittica, "del ritorno al medioevo".
Sono le ragioni, anzi le fobie, che hanno convinto in questi ultimi giorni il "padre" dell'ispettore siciliano, Andrea Camilleri, a votare. Perché lo scrittore, iscritto al partito dei delusi dagli errori del centrosinistra, per la prima volta in 82 anni, aveva deciso di dare forfait. Sul sito micromega.net è in linea il video della conversazione sulle imminenti elezioni tra lo scrittore e il direttore della rivista, Paolo Flores d'Arcais, che proprio nell'editoriale dell'ultimo numero aveva fatto analoga "autocritica", convertendosi al voto e al voto "utile" per il Pd. Camilleri aveva declinato l'invito a scrivere su quel numero una sua dichiarazione di voto, al pari di altri scrittori e volti noti: la scelta dell'astensione era amara e lui non aveva voglia di parlarne. Ora racconta che ci ha ripensato. Andrà al seggio e voterà per la coalizione Veltroni-Di Pietro. Le sue riserve su quanto il centrosinistra non abbia fatto nei due anni di governo (leggi "vergogna" e conflitto di interessi in testa) restano, ma si dice convinto che con l'attuale sistema elettorale la preferenza al Pd sia l'unica soluzione per evitare una prospettiva che non esita a definire "oscena". La tesi da cui muove lo scrittore è semplice: Berlusconi "non conosce neppure l'alfabeto della democrazia". Quindi, si rivolge ai giovani e a tutti coloro che hanno partecipato in questi anni ai "movimenti", dai girotondi ai "No Dal Molin di Vicenza", ricordando loro che con un governo Veltroni le lotte potranno continuare, con lo strapotere di dodici anni del Cavaliere "non si potrà più fare nulla". "Il fatto - incalza nel video - è che quest'uomo inquina talmente la vita italiana nella sua interezza da costringerci a votare per Veltroni, pur se non convinti, perché è l'unico vero oppositore". I toni di Camilleri si fanno cupi. "Berlusconi è qualcosa che non ci appartiene. È un extraterrestre rispetto alla democrazia. Non ha la più lontana concezione di cosa possa essere una democrazia. A denti stretti arrivo a dire che perfino Fini potrebbe essere oggi il leader di una desta che adotta il nostro stesso vocabolario. Certo, le parole che poi sceglierebbe sarebbero assai diverse dalle nostre. Il vocabolario di Berlusconi invece è incomprensibile. Va decrittato. D'altronde, lui è il fratello di latte di Putin". Ma la vera preoccupazione dello scrittore attiene al quadro economico, prima ancora che morale e politico, di un Paese che si ritrovi per dodici anni alle prese con la cura del leader Pdl. "Se è vero che gli italiani votano pensando alle loro tasche, sappiano che è meglio pagare una tassa in più con il centrosinistra che risana l'economia nazionale, piuttosto che ritrovarsi come la cicala e la formica con le pezze al culo quando il signor Berluconi lascerà il potere". E poi fra dodici anni, scherza ma non tanto lo scrittore, "saranno problemi vostri: con i miei 82 anni mi viene da dire che fortunatamente io non ci sarò. Ma chi è molto più giovane deve pensarci bene. Dodici anni di Berlusconi possono veramente portare l'Italia al Medioevo". Quindi occorre un voto utile alla causa, da destinare alla coalizione Veltroni-Di Pietro. Con un plauso speciale all'ex pm che ha aperto le liste alla società civile e che ha candidato Pancho Pardi, tra i leader dei girotondini. "Un uomo come lui - conclude Camilleri - va recuperato alla politica nelle istituzioni". (c.l.) (7 aprile 2008) |
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